“Non tutto si può controllare perché non tutto dipende da noi.”

All’interno della Mappa Numerologica c’è un importante indicatore, che si attiva dopo i 30 anni, perché più gli anni passano più dovremmo essere consapevoli del nostro centro e quindi di noi stesse.

Dico dovremmo, il condizionale è d’obbligo, perché spesso incontro Donne che, a una diversa soglia d’età non hanno la più pallida idea di chi sono e dei punti di forza su cui poter contare.

Spesso accade all’avvicinarsi della quarantina, sarà che sono anni dei bilanci, delle decisioni importanti, specie per chi sente il ticchettio dell’orologio biologico farsi insistente, sarà che si diventa più consapevoli di ciò che non si vuole più e che il Numero della Quintessenza, l’indicatore di cui ti scrivevo prima, bussa con sempre maggiore insistenza.

Ricordo di aver passato anche io un anno così, un anno di totale confusione e smarrimento, senza capire che direzione far prendere alla mia vita.

Quando ci si trova in mezzo al fango, c’è una sola cosa che si può fare ed è sporcarsi le mani.

Infatti l’aspetto fondamentale è cambiare occhiali, ovvero cambiare prospettiva rispetto ai blocchi, alle paure ma anche rispetto alle incertezze per scoprire che, una soluzione c’è, e che spesso è nel problema stesso.

All’inizio saranno, magari, goffi tentativi di trovare una nuova dimensione che ci contraddistingua, ma via via che la nostra Quintessenza si manifesterà più chiaramente, e soprattutto che noi saremo sempre più allineate e più in sintonia con la nostra vera Natura, e quindi con la nostra Essenza, e sarà allora che l’inaspettato accadrà.

È sempre bene ricordarci però, che non tutto è in mano nostra e che, se l’azione spetta a noi, l’allineamento con il piano divino è qualcosa che accade nel momento in cui ci diamo il permesso di fare esperienza del vuoto interiore.

Il vuoto interiore è assenza e come il silenzio, incute timore, si pensa nell’immediato a cosa dire, a che azione compiere per spezzare quel silenzio o quel vuoto interiore che invece ci farebbe solo un gran bene.

Per fare esperienza del vuoto interiore ci vuole coraggio, ed è lo stesso coraggio che ci è richiesto per uscire dalla nostra comfort zone e per spostare l’asticella a un nuovo livello, sempre nell’ottica di migliorarci e di superare blocchi e paure che ci tengono ancorati a una dimensione evolutiva che non ci appartiene più.

Ecco perché oltre all’azione è importante la non azione.

I taoisti lo chiamano wu-wei, che significa appunto “non agire”.

Se hai lavorato con il mio eBook “Diventa culturista della tua Unicità”, che puoi scaricare gratuitamente da qui, sai quanto amo l’allegoria con la semina, che ancora una volta ci viene in aiuto.

Prima di seminare, infatti, bisogna   preparare il terreno per renderlo fertile.

Questa è la fase dell’azione.

Subito dopo bisogna aspettare che il seme cresca e si sviluppi.

Questa è la fase della non-azione.

Ed è la fase in cui ci possiamo sintonizzare con il vuoto dentro di noi, per fare spazio all’inatteso, lasciando scorrere la vita secondo i suoi ritmi.

La sensazione iniziale sarà di sgretolamento, come la terra appena zappata, dentro e intorno a sé, ma a questo punto, nel vuoto creato, potrà farsi spazio il nuovo.

E la nostra Quintessenza sarà libera di manifestarsi!

Questi sono tutti passaggi necessari per creare il vuoto interiore, quel vuoto che permette alla nostra Essenza, la nostra vera Natura, la Quintessenza, di manifestarsi e di conseguenza ci permette di manifestare la nostra luce nel mondo, insieme al nostro messaggio.

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