L’essere umano è un animale sociale abitudinario.

Spesso ripetiamo gli stessi schemi mentali perché sono così radicati in noi che non li percepiamo nemmeno come “abitudini”.

Ricordo che il primo cambio di prospettiva in tal senso me lo diede più di dieci anni fa, forse anche quindici, un mio datore di lavoro. Ai tempi lavoravo in studio ed ero stata a fare un meeting a Milano con il mio capo, un uomo già allora interessante per chi, come me, è predisposta verso l’esoterismo in generale, ma anche più semplicemente verso la consapevolezza di sé.

Giuseppe, il mio datore di lavoro, come me, aveva due Anime, quella razionale e mentale e quella creativa e intuitiva.

Si affidava a entrambe ed era in grado di creare grandi progetti.

Ricordo ancora che mi insegnò a cambiare prospettiva semplicemente prendendo coscienza delle mie abitudini. Il passaggio successivo fu, ovviamente, quello di cambiare quelle abitudini almeno una volta nel corso della giornata.

Questo incontro è uno di quelli che ti cambiano la vita.

 

La svolta decisiva per me, però, arrivò anni dopo.

Se c’è una cosa che ho imparato, sperimentandola sulla mia pelle, è che una cosa è la vita teorica e una cosa è la vita vera.

La consapevolezza senza azione è solo vita senza Anima.

 

Oggi giorno aprendo i social la parola che ri-eccheggia per la maggiore è “consapevolezza” seguita da “crescita personale”, e fin qui va tutto bene, anche perché sono una fan sfegata della consapevolezza e seguo percorsi di crescita personale senza eguali.

Ma se c’è una verità è che non serve a nulla essere consapevoli se poi non vi è nessun passaggio alchemico di trasformazione.

Si lo definisco alchemico perché il passaggio deve essere proprio quello di trasformare il proprio piombo in oro.

Mai come in questi mesi così particolari siamo chiamati a fare un passaggio evolutivo, un passaggio che non riguarda solo la coscienza del singolo ma che sta coinvolgendo tutti.

Questo è pertanto un importantissimo momento di ri-connessione.

E personalmente sono due gli aspetti su cui mi piacerebbe portare, con questo post, focus e attenzione.

Un aspetto riguarda la nostra capacità di lasciar andare il bisogno di controllo, figli come siamo di una società che ci insegna a non essere parte di un progetto più grande ma come tutto dipenda esclusivamente dalla nostra capacità di coordinare ogni aspetto della nostra vita.

L’altro aspetto riguarda la connessione, o forse è più giusto ri-connessione, con la nostra Spiritualità.

 

Per anni mi sono nascosta dietro a una Spiritualità fatta di incensi, palo santo, statuette di divinità, che portavo a casa da tutti i miei viaggi in Asia, fino a quando ho compreso che la Spiritualità non poteva essere ridotta a questo, stavo solo esercitando una forma esteriore di controllo.

Se accendo l’incenso e la candela davanti alla statua di Ganesha attirerò a me abbondanza e prosperità, senza però considerare la cosa più importante, le mie credenze interiori e i miei schemi di pensiero limitanti.

Io negavo il valore del denaro perché lo vedevo come qualcosa di “sporco”, ma non comprendevo che negando il valore del denaro negavo anche la parte più spirituale di me stessa.

 

Se ci fermiamo a riflettere infatti, comprendiamo che materialità e spiritualità non sono altro che due lati della stessa medaglia.

Se neghiamo uno, riconoscendo solo l’altro automaticamente stiamo negandoci la possibilità di espandere la nostra coscienza quantica.

 

Pertanto, nel concreto che cosa fare?

Per prima cosa analizza, con mente razionale, quanto sei “schiava” delle tue abitudini e una volta scoperti gli ingranaggi cerca di scardinarli il più possibile. Ovviamente parti dal piccolo.

Quanto è radicato in te il bisogno di “controllo”?

Sei “abituata” a fare sempre la stessa strada per andare a lavorare, a fare la spesa, andare in palestra? Stai esercitando una sorta di forma di controllo anche in questo o è pura abitudine?

 

Bene, cerca un’alternativa e abituati a usarle entrambe, decidendo all’ultimo quale percorrere.

Una volta che sentirai di aver preso confidenza con questo aspetto, sei pronta per il passaggio successivo, ovvero per iniziare a riconnetterti con la tua Spiritualità.

 

Ancora una volta ti chiedo di fermati a comprendere quali sono i tuoi automatismi, quanto il tuo pilota automatico governa questo aspetto della tua vita.

 

Una volta compresi, cambia strategia.

Integrando l’aspetto che tendi a rinnegare e a evitare.

 

Ricorda che i vecchi schemi stanno crollando, la rottura è molto forte ma se non vuoi arrivare impreparata è necessario che tu inizi a operare dei cambiamenti nel tuo quotidiano.

Concretezza verso Teoria.

99% Practice, 1% Theory.

 

La vibrazione d’amore è quella che unisce tutti quanti, ed è quella che spesso si dà più per scontata.

 

Vibra gratitudine, vibra amore, vibra prosperità.

 

Ma prima di tutto cambia le tue abitudini, i tuoi pensieri limitanti e il tuo bisogno di controllo.

 

Stay safe!

Con gratitudine e benedizioni.