“Ciò che ci fa soffrire è la nostra incapacità di metterci in contatto con il nostro Sé e di rispettare i nostri bisogni prioritari.” citazione

Si è da poco concluso il percorso “Fiori di Zafferano”, un viaggio attraverso le sfumature emotive con il supporto della Floriterapia di Bach e della Medicina tradizionale cinese.

È stato un mini percorso di otto giorni in cui ho voluto dare il mio contributo in un momento di sconforto, che ha tutto il potenziale per essere un momento di grandi opportunità.

Sono una persona prevalentemente positiva e mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno ma sono anche molto concreta e questo mi permette di avere una visione d’insieme piuttosto impattante.

Lo affermo con una certa sicurezza perché tra i miei talenti, questo è uno di quelli che spicca di più, come testimoniato dal test sui talenti.

Per raccontarti le sfumature emotive della Floriterapia, non ti scriverò di quello che puoi trovare in ogni ricerca su Google, ovvero che i Fiori di Bach hanno efficacia solo nel momento in cui sono perfettamente allineati con la disarmonia che la persona sta attraversando, non perché non sia così, anzi è perfettamente vero ma perché voglio dare a questo articolo di blog un taglio diverso. Per questo ti accompagno attraverso il racconto di un’esperienza del tutto personale.

Sono una persona Visionaria, e non significa che incontro le Anime dei morti, al momento no, non sono ancora come il protagonista de “Il sesto senso”, e non dialogo con altri Spiriti, ma chissà in futuro perché no! Sono una Visionaria perché vedo sempre oltre, è come se nel momento in cui sono davanti a un bivio, sia in grado di sentire la strada del futuro, e, chiaramente quasi mai si tratta di un percorso lineare e scontato. Alcuni ci chiamano “pionieri” ma siccome a me le etichette mettono ansia da prestazione, preferisco definirmi “Visionaria”, anche perché da bambina ho sempre avuto molta fantasia, peccato che in famiglia questa cosa sia stata vista come un difetto da reprimere e non come una qualità da incentivare.

Una delle prime scelte che dobbiamo affrontare nella nostra vita ha a che vedere con il ciclo di studi e io ricordo che, terminate le scuole medie, desideravo ardentemente studiare lingue straniere, ai miei tempi, il mondo non era ancora così multietnico come oggi, quindi non si poteva considerare una strada che apriva a chissà quali sbocchi lavorativi futuri.

La stessa cosa successe alle superiori, desideravo ardentemente studiare psicologia, non solo per le mie spiccate doti personali ma perché sono da sempre convinta che un percorso psicologico sia imprescindibile per qualunque essere umano che sia desideroso di migliorare sé stesso e la qualità della sua vita, e, ancora una volta, ai miei tempi, quella era considerata la strada verso la disoccupazione garantita.

Eppure, oggi, a distanza, rispettivamente di quasi 27 e 21 anni, posso dire di aver saputo pre-vedere come il mondo si sarebbe evoluto, e ripeto non per chissà quali strani superpoteri (No, I’m not a Superwoman), ma semplicemente perché ho una capacità innata di visione d’insieme che mi porta a essere sempre un attimo più avanti, a vedere oltre il mio naso, per dirla molto brutalmente ma efficacemente.

A questo punto ti starai chiedendo che cosa c’entra tutto questo preambolo con le sfumature emotive dei fiori di Bach e soprattutto perché io faccia la Naturopata e non la Psicologa.

Giusta considerazione, ora arrivo al punto.

Sono stata una bambina estremamente insicura, con dei genitori che hanno fatto di tutto per reprimere la mia vera Essenza (ovviamente inconsapevolmente), e qui in realtà è già contenuto un importante indicatore rispetto al perché io abbia sviluppato questa insicurezza, ma. Si c’è un ma, che sembra piccolo, piccolo e invece è enorme.

Per la floriterapia di Bach esistono 6 essenze e quindi 6 sfumature rispetto all’insicurezza.

E non è che io le incarni tutte, fortunatamente, dico io.

E qui dovrebbe sorgere la prima interessante riflessione, ma l’insicurezza non è solo insicurezza e basta?

Ummmmm, per il mondo occidentale la risposta è sì, sei insicura, mettiti alla prova, “fai e così dimostri a te stessa che, cavolo no! sei capace anche tu”. Vero? Più o meno funziona così.

Okay può essere una teoria, secondo la quale però saremo sempre in guerra con noi stesse, oltre che nella continua dimensione del “fare”, per dimostrare, se non altro a noi stesse, che cavolo no, anche noi raggiugiamo dei risultati concreti e tangibili!

Nel lungo termine però ci sentiremo logorate o almeno frustrate da tutto questo.

È qui che subentra la floriterapia e le sue sfumature. Se, infatti, individuo la causa che genera il sintomo, sono in grado di curarlo alla fonte e non dovrò continuamente ripetermi frasi motivanti, che lasciatemelo dire, lasciano anche un po’ il tempo che trovano, o mettermi continuamente alla prova, alzando magari l’asticella per dimostrare che sono anche io una Donna sicura.

Il che non significa, attenzione, non uscire dalla propria zona di comfort, ma non apriamo troppe porte.

Se volessimo poi fare un’analisi più approfondita qui sono contenute almeno altre due sfumature che hanno a che vedere con emozioni quali paura e incertezza.

Capisci ora come è riduttivo pensare alle emozioni per macro-area?

Certamente le emozioni principali, come afferma il famoso psicologo americano Paul Ekman si possono identificare in sei di base, ovvero paura, rabbia, tristezza, disgusto, gioia e sorpresa.

Ma non fermiamoci qui. Sarebbe troppo riduttivo, sarebbe come dire che una rabbia esplosiva sia identica a una rabbia vendicativa. No, davvero no. Non per agire sulla causa, stanarla e creare nuovi percorsi neuronali.

Ora tornando alla mia storia, come è finita?

Che ho identificato, grazie a un lavoro profondo su me stessa, la mia sfumatura di insicurezza.

Sono una di quelle persone che sa esattamente cosa vuole, come ottenerlo e che strada seguire ma siccome non mi fido abbastanza del mio intuito, chiedo agli altri e mi lascio fuorviare rispetto alla mia decisione iniziale.

Come ho risolto?

Continuo a chiedere sono sincera ma, grazie alla floriterapia, ho imparato a chiedere consigli per avere una prospettiva diversa rispetto alla mia e poi a mettermi in ascolto profondo del mio sentire e di fidarmi solo e comunque di quello.

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Le sfumature emotive e i fiori di Bach