Qual’è la prima immagine che associ al verbo Nutrire?

Immagino che la maggior parte lo associ al seno materno, alla figura materna o comunque a quella della nutrice.

E tutte queste immagini sono perfette, tanto che la radice del termine nutrire ha una stretta similitudine con il latte che sgorga dal seno della nutrice.

Se partiamo da questa consapevolezza possiamo già intuire che il nutrimento comprende tantissimi fattori e che se ci limitassimo a considerare solo quelli dell’alimentazione, ovvero del cibo, ne prenderemmo in considerazione solo una piccolissima parte e di come tralasciando tutto il resto tralasciamo una parte fondamentale della relazione a due.

Chi sono i protagonisti della relazione?

Bè ovviamente da una parte ci sei tu, colui che si nutre, dall’altra c’è il cibo, inteso come ciò che mangio, ovvero qualità, quantità, correlazioni tra i vari cibi.

Poiché l’individuo è il prodotto di una serie di scelte, che non sono solo alimentari, ma che comprendono fattori ambientali, fattori psicologici, fasi della vita e progetti di vita, siamo in grado di comprendere quanto sia importante parlare non solo di Nutrizione in senso lato ma anche di Nutrimento consapevole e quindi sacro.

Magari ti strapperà un sorriso, ma se hai compreso il senso del discorso fino a qui, forse neanche più di tanto, l’affermazione:

“Siamo diversi da noi stessi a seconda del momento di vita che stiamo vivendo.”

Emozione e pensiero sono a tutti gli effetti dei nutrimenti.

E comprendono fattori affettivi, mentali, emotivi.

Perché è indubbiamente vero che siamo ciò che mangiamo come è altrettanto vero che siamo le scelte di vita che compiamo o, non compiamo.

Quello delle emozioni è un argomento che ho particolarmente a cuore perché intorno alle emozioni ruotano parecchi abilità.

Queste sono le più importanti:

  • Identificare le emozioni, che significa prenderne consapevolezza e esprimerle in maniera adeguata;
  • Utilizzare le emozioni, che significa non essere in preda delle emozioni ma lasciare che influenzino in modo positivo il pensiero;
  • Capire le emozioni, ovvero attraverso un processo di autoconsapevolezza comprendere che cosa ci vuole rivelare quel tipo di emozione e dove ci vuole condurre;
  • Gestire le emozioni, ovvero rimanere aperti alle emozioni integrandole nel proprio processo di pensiero.

Per fare tutto questo è necessario che il proprio nutrimento sia consapevole altrimenti saremo preda dello sbaraglio emotivo del momento.

Per dare inizio in maniera appunto consapevole a questo processo inizia con il ricordare che le emozioni sono dei contenitori di informazioni. Sono segnalazioni riguardo a importanti eventi che hanno luogo nel nostro mondo interiore.

Ciò che provi influenza ciò che pensi, e non sono mai casuali poiché hanno delle cause di fondo, che puoi utilizzare a tuo vantaggio una volta che sai identificarle in maniera appropriata.

Se deciderai di entrare nel flusso del nutrimento emotivo, questo processo ti richiederà una maggior presa di coscienza.

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